L' Hotel Savoia e la sala dedicata al suo costruttore Theodor Christomannos

La sala Christomannos, dedicata alla memoria di un “uomo che volle tutto per gli altri e nulla per sé ”, Theodor Christomannos, un pioniere innovatore, coraggioso e lungimirante che viveva per la montagna con passione e come ragione di vita.  A cavallo tra il 1.800 ed il 1.900 a lui si deve la valorizzazione della montagna, lo sviluppo turistico e la fama, con la realizzazione di strade, di alberghi moderni e confortevoli ad alta quota come l’albergo “Haus Christomannos”, più tardi e ancor oggi Hotel Savoia al Passo Pordoi, l’Hotel Dolomiti a Canazei ed il Grand Hotel Carezza per lanciare il turismo internazionale nel rispetto dell’ambiente.  “Padre” della grande e spettacolare strada delle Dolomiti.

Nel 1891 Christomannos venne eletto Presidente della sezione di Merano del Deutscher und Österreicher Alpenverein. Le sue molteplici attività  comprendevano i settori più importanti dell’economia del Tirolo, dalla costruzione delle strade alle opere idrauliche. Presidente della Camera di Commercio di Bolzano si impegnò per il potenziamento della rete ferroviaria tirolese.

Aveva a cuore sia i grandi progetti che i piccoli problemi quotidiani, per questo rinunciò al prestigioso incarico di responsabile per il turismo al ministero dei lavori pubblici a Vienna

Si sposò nel 1909 con Franziska Lutz che gli diede due maschi, Demeter Walther nel 1903 e Johann nel 1908. Demeter fu sicutramente un bravo scalatore, il suo nome figura accanto a quello del famoso alpinista Luigi Micheluzzi di Canazei gestore dell’Hotel Pordoi e Robert Perathoner artefici della mitica “Sud della Marmolada”, un impresa considerata proibitiva.

Theodor Christomannos morì il 30 Gennaio 1911 non ancora 57enne in seguito ad una malattia, il funerale fu celebrato in pompa magna il 5 Febbraio.

A sinistra dell’entrata  del cimitero di Merano si trova la tomba di Theodor Christomannos con due imponenti aquile che osservano dall’alto. Il pioniere del turismo, di origine greca, letterato, avvocato, consigliere regionale e “artista della vita” che intorno al 1900 aveva fatto tantissimo per il turismo del Südtirol, l’odierno Alto Adige.

Scriveva Dante nella Divina Commedia: “viviamo finchè qualcuno si ricorda di noi”.